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Quanto durano le emorroidi? Indicazioni sui tempi di guarigione

“Ma quanto durano le emorroidi?” Molti di noi si saranno posti questa domanda, afflitti da malattia emorroidaria e relativa sintomatologia.

Il decorso del disturbo può variare in relazione al livello di gravità della patologia (che possiamo iniziare a comprendere tramite il test interattivo “grado di patologia”), alla soggettività del paziente e ad alcune abitudini comportamentali.

Come stabilire quanto durano le emorroidi patologiche? Qualche linea guida

Vediamo quanto durano le emorroidi patologiche in relazione alla loro classificazione in quattro stadi di gravità ed eventuali complicanze:

  • Stadio I: emorroidi interne non prolassanti, delle quali il paziente non si accorge se non attraverso il sanguinamento, perché non sono quasi mai associate a dolore.
  • Stadio II: emorroidi prolassanti di norma interne, ma riducibili spontaneamente, che fuoriescono al momento dell’evacuazione e possono provocare fastidio e sanguinamento.

Nel caso dello stadio I e II sarà sufficiente seguire semplici regole per contrastare infiammazione e disagio: assumere frutta, verdura e acqua, evitare alcolici, abuso di nicotina e praticare una moderata attività fisica. Queste semplici regole potranno determinare una remissione dei sintomi e favoriranno il miglioramento del quadro clinico iniziale nell’arco di 2-4 settimane.

  • Stadio III: emorroidi prolassanti che possono richiedere un trattamento ambulatoriale o chirurgico.
  • Stadio IV: emorroidi permanentemente prolassate, che richiedono necessariamente una riduzione chirurgica.

Nei casi di stadio III può essere previsto un intervento ambulatoriale, non efficace in casi più gravi di stadio IV che spesso presentano recidive. In tali condizioni si opta per un intervento chirurgico di emorroidectomia, cioè asportazione chirurgica delle emorroidi patologiche. La guarigione delle ferite chirurgiche avviene nell’arco di circa 4-6 settimane.

  • Trombosi emorroidaria. Si tratta una delle complicanze acute più frequenti che può interessare sia le emorroidi esterne, più comunemente, sia le emorroidi interne, trasversalmente al livello di gravità della malattia. Si assiste alla formazione di un trombo o coagulo di sangue all’interno del cuscinetto emorroidario infiammato, con rigonfiamento, prurito e dolore intenso.

La trombosi emorroidaria recidivante rende necessario lo stesso intervento di asportazione chirurgica delle emorroidi, utilizzato anche per risolvere i casi più gravi della patologia (emorroidi di IV grado, sanguinamento eccessivo e persistente). È previsto un arco di tempo di circa 90 giorni per un miglioramento del quadro clinico.

Ricordiamo che queste informazioni sono orientative. Per un consulto approfondito e indicazioni mirate dovremo rivolgerci a uno specialista.