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Emorroidi o prolasso rettale? Come riconoscere e gestire i sintomi

Malattia emorroidaria o prolasso rettale? Quali differenze? C’è correlazione? Vediamo come valutare queste due situazioni per affrontarle con prontezza.

Prolasso rettale: di cosa si tratta e a cosa è dovuto?

Il prolasso del retto è una condizione in cui il retto (cioè la parte terminale dell’intestino crasso) tende a scivolare in basso e a sporgere fuori dall’ano.

Possono verificarsi tre condizioni:

  • Prolasso completo: quando il retto fuoriesce completamente dall’ano, anche per molti centimetri. 
  • Prolasso interno: quando il retto si introflette in se stesso o nel canale anale.
  • Prolasso mucoso: quando solamente la mucosa rettale tende a discendere nel canale anale o fuori dall’ano.

Il prolasso rettale è imputabile a vari fattori:

  • Stipsi ed eccessivo sforzo all’evacuazione, soprattutto nelle persone anziane;
  • Parto (il prolasso rettale ne è una conseguenza tardiva);
  • Stiramento e cedimento di particolari legamenti che sostengono il retto nella pelvi, con ripercussioni sugli sfinteri anali.
  • Disfunzione del pavimento pelvico, con incontinenza urinaria e prolasso degli altri organi pelvici, quali utero e vescica.
  • Lesioni neurologiche (ad esempio lesioni del midollo spinale) o predisposizione genetica: si tratta di condizioni rare.

Prolasso del retto ed emorroidi sono la stessa cosa? Come agire

Il prolasso emorroidarioe quello della mucosa rettale sono due patologie differenti. Alcuni sintomi sono comuni, come ad esempio il sanguinamento rettale e/o la sporgenza delle emorroidi al di fuori dell’ano.

Correggendo la stitichezza e l’eccessivo sforzo durante l’evacuazione, la progressione del prolasso rettale può essere rallentata. Esistono diverse tecniche chirurgiche in relazione alla tipologia di prolasso. Il medico deciderà la più appropriata sulla base dei sintomi correlati al problema.

Anche in presenza di malattia emorroidaria si può avere prolasso della mucosa. Il suo trattamento può beneficiare della correzione delle abitudini alimentari e comportamentali del paziente. A seconda della gravità del prolasso emorroidario il medico consiglierà l’utilizzo di prodotti farmacologici ed eventualmente terapie interventistiche.

Nella dieta si dovrà aumentare l’apporto di fibre e liquidi. Sarà poi opportuno svolgere una moderata attività fisica. Lo scopo sarà ammorbidire la consistenza delle feci per facilitarne l’espulsione. I semicupi con acqua tiepida favoriranno il rilassamento sfinterico.

Una crema rettale può contribuire a ridurre l’infiammazione locale e la congestione emorroidaria. Potremo essere utile utilizzare un prodotto che eserciti una triplice azione con cortisone: antinfiammatoria e antipruriginosa (per ridurre irritazione, gonfiore e prurigine), anestetica locale (per alleviare dolore e prurito) e anticoagulante (per prevenire la formazione di coaguli di sangue). Per un approccio senza medicinale potrebbe essere utile un gel per emorroidi esterne ad uso locale, che crea un film lubrificante e protettivo favorendo i fisiologici processi di riparazione tissutale grazie alla tripla azione lenitiva, emolliente e rigenerante della mucosa anale.