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emorroidi post-partum

Emorroidi esterne post-partum: come alleviare il disagio

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Molte mamme si trovano alle prese con le emorroidi esterne post-partum. Dopo l’emozionante esperienza della nascita del nostro bambino, dobbiamo recuperare le energie consumate durante il parto e la gravidanza, ma i fastidi della malattia emorroidaria possono causarci alcuni disagi. Niente paura: è possibile contare su alcuni rimedi utili per alleviare la sintomatologia dolorosa della patologia emorroidaria, e rivolgere tutta la nostra attenzione al neonato.

In generale è corretto definire “crisi emorroidaria” l’episodio acuto che si verifica in seguito all’evento scatenante, ossia il parto. La comparsa di emorroidi esterne post- partum può essere imputabile alla fase espulsiva del parto: maggiore è la sua durata, più probabile sarà l’insorgenza del disturbo.

La comparsa delle emorroidi esterne durante gravidanza è favorita, soprattutto nel terzo trimestre, dalla pressione che l’utero ingrossato esercita sui vasi emorroidari, che di conseguenza si infiammano e si dilatano, indebolendosi.

La mamma interessata dalla malattia emorroidaria già prima del parto potrebbe assistere a un aggravamento della sintomatologia; viceversa una donna sana, ma psicofisicamente provata dall’intensa sollecitazione del pavimento pelvico nella fase espulsiva del parto, potrebbe essere interessata da emorroidi esterne post-partum.

Alcune indicazioni utili per gestire le emorroidi esterne post-partum e alleviarne i sintomi:

  • Seguire una dieta ricca di acqua e fibre per stimolare la naturale motilità intestinale: cereali, pane integrale e semi di lino macinati aumentano il volume delle feci, rendendole morbide e facilitandone l’espulsione. Consumare yogurt magro, ricco di fermenti lattici, contribuirà a ripristinare la flora intestinale.

  • Praticare un semicupio di venti minuti per mitigare il dolore e il prurito. Si può riempire il bidet con acqua tiepida ed immergervi l’intero pavimento pelvico. Questo espediente è utile anche per prendersi cura della ferita dell’episiotomia eventualmente praticata durante il parto.

  • Effettuare una corretta detersione intima dopo aver evacuato, avendo cura di dirigere il getto d’acqua prevalentemente sulla zona ano-rettale. Evitare di strofinare, ma tamponare delicatamente con un panno morbido e asciutto.

  • Scegliere la biancheria intima con criterio. Questi capi devono essere comodi e confortevoli. La pelle deve traspirare e non essere costretta in indumenti troppo aderenti. Infatti, la costrizione può causare gonfiore e irritazione a livello perineale e/o il sanguinamento delle emorroidi esterne già presenti.

  • Preferire tessuti e fibre naturali per l’abbigliamento. Cotone e seta favoriscono la fisiologica traspirazione della cute, evitando che il sudore favorisca la proliferazione di germi, con possibili infezioni e peggioramento della malattia emorroidaria. Anche il lino è indicato, perché possiede proprietà lenitive e favorisce la dispersione del calore. Si possono scegliere anche indumenti in lana, che contribuisce ad assorbire l’eventuale umidità prodotta dal sudore.

  • Non trascorriamo troppo tempo sul wc e non tratteniamo l’evacuazione delle feci: sottoporremmo le vene rettali a una eccessiva pressione e rischieremmo una congestione emorroidaria dolorosa e pruriginosa.

  • Evitiamo di passare molto tempo in posizione seduta o in piedi. Alziamoci a fare due passi e sgranchirci le gambe ogni mezz’ora, per riattivare la circolazione e allentare la pressione sui vasi emorroidari.

  • Praticare quotidianamente una moderata e non affaticante attività motoria, come ad esempio una passeggiata di trenta minuti, per favorire la circolazione sanguigna e la naturale motilità intestinale.

Le emorroidi post-partum possono essere fastidiose per una neo-mamma, tuttavia si risolvono solitamente nell’arco di qualche giorno. Se il disturbo dovesse protrarsi per una settimana, rivolgiamoci al nostro ginecologo per un consulto più approfondito.

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