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Emorroidi esterne e sport: cause e aspetti da valutare

La correlazione tra emorroidi esterne e sport può essere dimostrata dalla comparsa della malattia emorroidaria a seguito di un’eccessiva pressione addominale dovuta ad alcune discipline sportive. Se amiamo lo sport facciamo attenzione nel valutare quale attività fisica non ci renda vulnerabili al disturbo emorroidario.

Attività quali l’equitazione, il ciclismo, il motociclismo e il body-building sono sconsigliate sia in caso di emorroidi esterne, sia per prevenire l’eventuale insorgenza di malattia emorroidaria. Tutti gli sport che prevedano sforzi violenti e improvvisi o che provochino microtraumi reiterati al pavimento pelvico possono comportare dilatazione e sfiancamento delle pareti vascolari, con possibile conseguente fuoriuscita dei cuscinetti emorroidari dal canale anale.

In che misura la corrispondenza tra emorroidi esterne e sport può impedirci di praticare attività fisica?

Emorroidi esterne e sport possono coesistere ed integrarsi: non tutte le discipline sportive sono causa di malattia emorroidaria, anzi alcune di queste possono agire preventivamente andando a rinforzare la muscolatura del pavimento pelvico, aumentandone la tonicità, e quindi la resistenza.

Per evitare di causare o aggravare la congestione – e la conseguente dilatazione- del plesso emorroidario, è consigliabile praticare regolarmente un’attività fisica moderata così da favorire il deflusso del sangue dalla zona perineale e quindi migliorare la sintomatologia correlata alle emorroidi esterne.

Attività quali la ginnastica dolce, la camminata, la corsa, il nuoto e le discipline acquatiche non richiedono sforzi addominali eccessivi, migliorano la circolazione sanguigna, agevolano la naturale motilità intestinale e contrastano altre concause della patologia emorroidaria, come ad esempio sedentarietà e stipsi.

Oltre a praticare una misurata attività motoria, ricordiamoci di seguire una dieta ricca di fibre per favorire il naturale transito intestinale, e di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno per reintegrare i liquidi persi con il movimento e per ammorbidire le feci, per facilitarne l’evacuazione.