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Causa delle emorroidi: perché insorge questo disturbo?

Pubblicato il 9 Dicembre 2020.

Cosa causa le emorroidi patologiche? La patologia emorroidaria è frequente e diffusa, ma tendiamo a tacere il problema poiché proviamo imbarazzo e disagio. Al contrario, è importante prestare attenzione ai segnali che il nostro corpo ci trasmette, per poter agire tempestivamente. Scopriamo insieme le cause della patologia emorroidaria.

Da cosa deriva la patologia emorroidaria?

L’origine della malattia emorroidaria non è ben nota. Si parla infatti di eziologia multifattoriale, a indicare una serie di condizioni e fattori predisponenti. Possiamo individuare tre caratteristiche fisiopatologiche della patologia emorroidaria:

  1. Componente meccanica. Il plesso emorroidario (l’insieme dei vasi sanguigni emorroidari che originano dalla sottomucosa rettale) perde il sostegno del tessuto muscolo-fibro-elastico del canale anale. La mucosa ano-rettale scivola sulle strutture sottostanti (si parla di prolasso), causando la malattia emorroidaria. L’aumento delle dimensioni delle emorroidi può comportare dolore e sanguinamento.
  2. Componente vascolare. A causa di un’alterazione del flusso sanguigno in corrispondenza dei vasi emorroidari, si verifica un rigonfiamento del plesso emorroidario con conseguente, possibile fuoriuscita dei cuscinetti dal canale anale. Dolore e sanguinamento sono possibili sintomi.
  3. Componente infiammatoria. Ripetuti traumi a carico della mucosa rettale dovuti al passaggio delle feci fecale e ai microrganismi patogeni che esse contengono, possono comparire infiammazione e infezione con gonfiore, prurito e secrezione di muco.

Possiamo poi individuare alcune condizioni predisponenti:

Inoltre, alcuni studi scientifici hanno indagato una possibile origine genetica come causa delle emorroidi patologiche, dal momento che sono stati riconosciuti diversi casi di malattia emorroidaria tra i componenti della stessa famiglia.

È stata individuata una certa predisposizione all’insorgenza della malattia emorroidaria. Tuttavia, ad oggi non esistono studi che prevedano le ragioni genetiche tra le cause della malattia emorroidaria: esiste, semmai, una tendenza ereditaria a sviluppare la patologia, con un rischio commisurato al numero dei progenitori interessati dalla malattia.

Emorroidi: Scopri il grado di patologia
Conoscere la patologia emorroidaria è il primo passo per viverla serenamente. Con alcune semplici domande interattive e pochi clic, puoi iniziare a comprendere la gravità del disturbo e come trattarlo.
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Come individuare i sintomi della malattia emorroidaria?

Come abbiamo accennato, le emorroidi sono cuscinetti di tessuto vascolare fisiologicamente presenti nel canale anale. Esse diventano patologiche quando sono gonfie o infiammate, causando la malattia emorroidaria. Ecco quali sintomi potrebbero essere un campanello d’allarme:

  • Prurito anale;
  • Dolore;
  • Gonfiore;
  • Congestione (aumento della quantità di sangue);
  • Prolasso (fuoriuscita dei cuscinetti emorroidari dalla loro sede nel canale anale);
  • Perdita di sangue rosso vivo al momento dell’evacuazione e subito dopo;
  • Sensazione di pesantezza e fastidio anale.

Se riconosciamo alcuni dei sintomi che ci affliggono, non perdiamoci d’animo. Al contrario, vediamo insieme quattro mosse per gestire la situazione:

  1. Non trascurare i sintomi. Ciò non significa allarmarsi per ogni avvisaglia. Se però notiamo che alcuni sintomi tendono a ricomparire o durare nel lungo tempo, rivolgiamoci al nostro medico. Un professionista saprà fornirci maggiori indicazioni ed eventualmente indirizzarci presso uno specialista.
  2. Affrontare senza paura la visita proctologica. Comunicare a uno specialista i propri disturbi è importante per arginare in tempo la malattia emorroidaria. Anche se proviamo vergogna per via della delicata zona da sottoporre a esame, non dobbiamo avere timore: il medico proctologo agirà con rispetto e discrezione.
  3. Aggiustare abitudini alimentari e stile di vita. Consumiamo cibo spazzatura e conduciamo una vita sedentaria? Eliminiamo cibi pesanti a favore di frutta e verdura di stagione. Rinunciamo ad alcolici e superalcolici. Introduciamo almeno 1,5/2 litri di acqua al giorno. Pratichiamo una leggera e regolare attività fisica. Questi accorgimenti saranno utili a facilitare la circolazione sanguigna e a regolarizzare il transito intestinale, agevolando l’espulsione delle feci.
  4. Seguire qualche semplice rimedio. Se i sintomi della patologia emorroidaria sono intensi e fastidiosi, pratichiamo dei bagni di acqua tiepida, immergendo la zona ano- rettale per una decina di minuti. L’acqua tiepida indurrà un rilassamento della muscolatura perineale, diminuendo la congestione emorroidaria. Se siamo obbligati a condizioni sedentarie di lavoro, cerchiamo di sgranchirci le gambe di tanto in tanto, per alleggerire la pressione sul plesso emorroidario.

Inoltre, per attenuare i sintomi fastidiosi è possibile utilizzare una crema con principi attivi medicinali con proprietà antinfiammatoria, antipruriginosa e anestetica locale per attenuare la sintomatologia specie in fase acuta, ritrovare freschezza e sollievo e prevenire ricadute. Per una scelta senza medicinale, utilizziamo un gel per emorroidi a base di componenti naturali, per attenuare i sintomi della patologia, dare freschezza e sollievo e favorire i naturali processi di riparazione dei tessuti.

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